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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

L'assestamento non si ferma: registrata una nuova scossa di magnitudo 3.8 ai Campi Flegrei

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La sequenza sismica che sta tenendo con il fiato sospeso l'intera area metropolitana di Napoli non accenna a esaurirsi. Alle ore 22:00 italiane di questa sera, le stazioni di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno intercettato un nuovo e vigoroso evento di assestamento. Il movimento tellurico ha raggiunto una magnitudo stimata pari a 3.8, confermando un livello di energia di tutto rilievo. L'ipocentro è stato localizzato a una profondità estremamente ridotta, pari a 2.7 chilometri, confermando la natura superficiale che caratterizza l'intera dinamica deformativa della caldera flegrea in questa fase. Questo ulteriore sobbalzo, avvenuto a breve distanza temporale dai precedenti eventi di magnitudo 4.7 e 2.6, prolunga lo stato di forte tensione e allerta tra i residenti, molti dei quali si trovano ancora radunati all'aperto nelle strade e nelle piazze di Pozzuoli e dei quartieri occidentali di Napoli. Le reti di sorveglianza...

Campi flegrei :Aggiornamento 21:45

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 Lo scuotimento registrato è stato vicino a 1 g. I dati di scuotimento pubblicati dall'INGV mostrano un valore che merita attenzione. La stazione CSTH, situata a poche centinaia di metri dall'epicentro, ha registrato una PGA (Peak Ground Acceleration) di 96% g, pari a 942 cm/s², ovvero un'accelerazione del terreno prossima a quella della gravità terrestre. Nei terremoti molto superficiali e a brevissima distanza dalla sorgente, possono essere registrati picchi estremamente elevati anche con magnitudo moderate. Il dato assume ancora più interesse se confrontato con le altre stazioni della rete. A distanze poco superiori, le accelerazioni massime sono risultate molto inferiori. Questo suggerisce che sul valore osservato abbiano inciso diversi fattori contemporaneamente: la vicinanza all'ipocentro, le caratteristiche geologiche locali che possono amplificare il moto del terreno e, probabilmente, anche la direttività della rottura lungo la faglia. Si tratta di u...

IL PUNTO SULL'EVENTO ODIERNO AI CAMPI FLEGREI

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  Alle ore 19:46 di questa sera, un nuovo e consistente soprassalto della crosta terrestre ha scosso l'intera area metropolitana di Napoli e i comuni della caldera flegrea. L'evento, registrato dai sismografi con un'energia considerevole, ha colto la popolazione nel pieno della transizione serale, generando una percezione macrosismica molto marcata, forte apprensione e il riversarsi di centinaia di cittadini lungo le strade. Parametri strumentali preliminari e caratteristiche dell'evento Orario di emissione del fronte d'onda: 19:46 (ora locale). Stima preliminare della Magnitudo:  Le analisi di sala e della validazione definitiva dei sismogrammi da parte dei centri di calcolo confermano una Md pari a 4.7 ed una profondità di circa 3 km Ipocentro e cinetica dello scuotimento: Come tipico della sismicità flegrea, l'evento si caratterizza per una profondità ipocentrale estremamente superficiale. Questa peculiarità geometrica spiega la rapidità con cui l'energ...

I DISASTRI NON SONO NATURALI: COMPRENDERE IL RISCHIO PER COSTRUIRE TERRITORI PIÙ SICURI

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Ogni volta che un terremoto scuote una città, un fiume esonda o una frana travolge una strada, la cronaca parla quasi sempre di "disastro naturale". È un'espressione ormai radicata nel linguaggio comune, ma che, dal punto di vista scientifico, merita una riflessione più approfondita. Negli ultimi anni, la comunità internazionale, attraverso l'United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR), ha promosso un importante cambiamento culturale sintetizzato in un'affermazione tanto semplice quanto significativa:  "I disastri non sono naturali." Questa espressione, tuttavia, può essere facilmente fraintesa se isolata dal suo contesto. Non significa affatto negare che terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche o cicloni siano fenomeni naturali. Al contrario, riconosce pienamente la loro origine naturale, ma sottolinea che il disastro è qualcosa di diverso dal fenomeno che lo genera. La distinzione non è solo terminologica: rappresenta uno dei pr...

RISPETTARE IL DIVIETO È UN OBBLIGO, NON UNA SCELTA

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Ogni estate il tema degli incendi boschivi torna al centro dell'attenzione, spesso accompagnato da appelli generici alla prudenza e al rispetto delle regole. Ma dietro la semplice raccomandazione a "non accendere fuochi" esiste un sistema normativo preciso, che individua divieti, obblighi, responsabilità, soggetti competenti e sanzioni.  In Campania, per il 2026, il quadro è particolarmente chiaro. Con Decreto Dirigenziale n. 212 del 9 giugno 2026, pubblicato sul BURC n. 30 del 15 giugno 2026, la Regione ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi dal 15 giugno al 30 settembre 2026, salvo eventuale proroga. Il provvedimento richiama espressamente la normativa nazionale e regionale applicabile e rende operative, per tale periodo, specifiche misure di prevenzione. Non si tratta quindi di una semplice campagna di sensibilizzazione. Durante il periodo di grave pericolosità entrano in vigore precisi divieti giuridici, la cui violazione può...

LA PERCEZIONE DEL RISCHIO SISMICO IN ITALIA

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L'analisi condotta dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) all'interno dell'indagine Risk Perception and Communication (Luglio 2025) restituisce una fotografia netta e per molti versi preoccupante della società italiana di fronte alla vulnerabilità geologica. I dati raccolti su un campione statistico nazionale di oltre 4.000 persone evidenziano come la percezione della pericolosità sismica sia profondamente sottostimata nel Paese, tracciando un solco profondo tra il rischio oggettivo calcolato dai modelli scientifici e la reale consapevolezza di chi abita il territorio. Il territorio italiano è storicamente e strutturalmente esposto a una sismicità elevata, figlia di un assetto geodinamico complesso e attivo. Ciononostante, l'indagine mette in luce un dato emblematico: nelle zone sismiche classificate a maggiore pericolosità, aree in cui risiede circa il 41,3% della popolazione nazionale, appena sei cittadini su cento possiedono una percezione ade...

OLTRE IL LIMITE: IL 30 LUGLIO 2026 L'UMANITA' ENTRA IN DEBITO CON IL PIANETA

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Il 30 luglio 2026 segna una data simbolica ma estremamente significativa per comprendere il rapporto tra l'uomo e l'ambiente: è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui l'umanità ha consumato tutte le risorse biologiche che la Terra è in grado di rigenerare nell'arco dell'intero anno. Da questo momento in poi, ogni attività di consumo avviene utilizzando capitale naturale accumulato nel passato, anziché vivere degli "interessi" che gli ecosistemi sono in grado di produrre annualmente.  L'Earth Overshoot Day non rappresenta una previsione o uno slogan ambientalista, ma il risultato di un metodo di calcolo sviluppato dal Global Footprint Network, organizzazione internazionale che da oltre vent'anni analizza il rapporto tra la domanda di risorse naturali da parte dell'uomo e la capacità del pianeta di rigenerarle. Il calcolo confronta l'impronta ecologica delle attività umane con la biocapacità della Terra, cioè la superficie biologicamente...

PERCHÉ IL GIAPPONE TREMA

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Un terremoto ha colpito la regione di Kumamoto, nella prefettura omonima, intorno alle 16:27 JST del 28 luglio 2026. L'Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) stima una magnitudo di 7,1 e una profondità di circa 10 chilometri. Lo United States Geological Survey (USGS) ha registrato una magnitudo momento inferiore per lo stesso evento, una differenza dovuta in parte all'utilizzo da parte delle due agenzie di scale di magnitudo diverse, dati differenti e metodi di elaborazione preliminare diversi, piuttosto che a un disaccordo su quanto accaduto. La JMA ha registrato un'intensità sismica massima pari a shindo 7, il livello più alto della sua scala, nella città di Uki e nella cittadina di Hikawa. Due minuti dopo, alle 16:29, la JMA ha emesso un'allerta tsunami, e non un avviso di pericolo maggiore, per i mari di Ariake e Yatsushiro, con un'altezza massima stimata delle onde di un metro. La sequenza è proseguita per tutto il corso della serata. Un terremoto di magnitudo ...

OLTRE L'EMERGENZA ESTIVA: VENT'ANNI DI EVOLUZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI IN CAMPANIA TRA CAMBIAMENTI AMBIENTALI, CLIMA E TELERILEVAMENTO SATELLITARE

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Ogni estate, con l'aumento delle temperature e il susseguirsi degli incendi boschivi, l'attenzione dell'opinione pubblica si concentra inevitabilmente sulla fase emergenziale: mezzi aerei, squadre antincendio, evacuazioni e spegnimento dei fronti di fiamma. È una reazione comprensibile, ma profondamente insufficiente se l'obiettivo è ridurre realmente il rischio. L'incendio boschivo, infatti, non rappresenta un evento isolato, bensì il risultato finale di un insieme complesso di trasformazioni ambientali, climatiche e territoriali che si sviluppano nell'arco di anni o addirittura decenni. Comprendere tali dinamiche significa passare da una logica esclusivamente reattiva ad una gestione preventiva del territorio, fondata sull'analisi scientifica dei processi che favoriscono l'innesco e la propagazione del fuoco. Un importante contributo in questa direzione proviene dallo studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Ecological Informatics dagli studiosi Hanieh...

AUTONOMIA DIFFERENZIATA E PROTEZIONE CIVILE: CONSEGUENZE PER UN PAESE ESPOSTO AI RISCHI NATURALI

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L'Autonomia Differenziata rappresenta uno dei temi istituzionali più rilevanti e complessi affrontati negli ultimi anni dall'ordinamento italiano, poiché investe direttamente l'equilibrio tra il principio autonomistico sancito dall'articolo 5 della Costituzione e l'esigenza di garantire l'unità giuridica, economica e funzionale della Repubblica. Il dibattito assume una rilevanza ancora maggiore quando riguarda la protezione civile, settore che, pur essendo ricompreso tra le materie di legislazione concorrente ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, svolge una funzione pubblica essenziale strettamente connessa alla tutela della vita umana, dell'incolumità pubblica, dell'ambiente, dei beni e degli insediamenti. Comprendere quali potrebbero essere le conseguenze di un eventuale trasferimento di ulteriori funzioni alle Regioni richiede tuttavia una premessa fondamentale: allo stato attuale non è intervenuto alcun trasferimento genera...

Scossa di magnitudo Md 2.1 ai Campi Flegrei

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Alle ore 07:48:30 locali (05:48:30 UTC), la rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) ha registrato un evento sismico di magnitudo durata Md 2.1 nell’area dei Campi Flegrei. L’epicentro è stato localizzato nella zona di Agnano a una profondità ipocentrale di circa 2 km. L’evento è stato nettamente avvertito dalla popolazione nei comuni di Pozzuoli e Bacoli e nei quartieri napoletani di Fuorigrotta, Agnano e Bagnoli. Non sono stati segnalati danni a strutture o infrastrutture, coerentemente con i valori di accelerazione attesi per un terremoto di questa energia a profondità così ridotta. Gli eventi di magnitudo inferiore a 3.0 rappresentano la quasi totalità della sismicità registrata nell’area. Una scossa di Md 2.1 rientra pienamente nella distribuzione statistica abituale e non configura, di per sé, un’anomalia rispetto ai trend osservati negli ultimi anni. La bassa profondità spiega la percezione distinta d...

GEOLOGIA, GEOTECNICA E SICUREZZA DEGLI SCAVI NEI METANODOTTI: CONOSCERE IL SOTTOSUOLO PER PROGETTARE INFRASTRUTTURE SICURE E DUREVOLI

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La realizzazione di un metanodotto rappresenta un'opera infrastrutturale di elevata complessità tecnica, nella quale la sicurezza non dipende esclusivamente dalla qualità dei materiali impiegati o dalle tecnologie costruttive adottate, ma soprattutto dalla conoscenza approfondita del territorio attraversato. Ogni metanodotto, infatti, può estendersi per decine o centinaia di chilometri, intercettando contesti geologici estremamente differenti tra loro: pianure alluvionali, versanti collinari, aree montuose, terreni argillosi, depositi sabbiosi, formazioni rocciose, zone caratterizzate da elevata permeabilità o dalla presenza di falde superficiali. Ciascuna di queste condizioni determina un diverso comportamento meccanico del terreno e richiede soluzioni progettuali specifiche. Per questo motivo geologia e geotecnica costituiscono il fondamento dell'intero processo progettuale, poiché consentono di individuare preventivamente criticità, rischi naturali e condizioni del sottosuol...