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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

Comuni e cambiamenti climatici: obblighi e finanziamenti

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Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo nel quale le pubbliche amministrazioni devono leggere e governare il territorio. Ondate di calore, precipitazioni intense, allagamenti, siccità, incendi, dissesto idrogeologico, erosione costiera e stress delle infrastrutture non rappresentano più soltanto fenomeni da affrontare in emergenza, ma condizioni di rischio che devono essere considerate nella programmazione ordinaria degli enti. È in questo quadro che si inserisce il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato con D.M. n. 434 del 21 dicembre 2023. Il Piano costituisce il principale riferimento strategico nazionale per l'adattamento e fornisce indirizzi, metodologie e strumenti destinati anche alle amministrazioni regionali e locali.   Ma il PNACC non deve essere interpretato come l'ennesimo documento che aggiunge semplicemente obblighi burocratici agli enti locali. La sua funzione è soprattutto quella di orientare la programmazione p...

Scie luminose

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Cielo illuminato da scie e frammenti luminosi in questa serata di domenica. Diverse segnalazioni  i sono state da varie località italiane, con testimonianze di una luce intensa in movimento che, in alcuni casi, sarebbe sembrata frammentarsi prima di scomparire. Le osservazioni da diverse parti d'Italia sono ancora in fase di verifica e non esiste al momento un'identificazione ufficiale del fenomeno .  Immagine puramente illustrativa .  Tra le ipotesi possibili ci sono un bolide o una meteora particolarmente luminosa, ma anche un eventuale rientro di materiale spaziale: nessuna può però essere considerata confermata. In attesa dei dati delle reti di monitoraggio e di eventuali immagini provenienti da più punti d'Italia, il fenomeno resta senza una spiegazione ufficiale .

Zermatt: dall’estate all’inverno in quattro giorni

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Nell’agosto 2023 le Alpi svizzere furono interessate da una fase meteorologica caratterizzata da un contrasto particolarmente marcato: dopo una lunga fase di caldo intenso, alla fine del mese arrivarono precipitazioni abbondanti, un deciso raffreddamento e il ritorno della neve alle quote più elevate. Il 24 agosto 2023 , nel pieno della fase calda, la stazione meteorologica di Zermatt , situata a 1.638 metri di quota , registrò una temperatura massima di 31,2 °C . Il valore costituì un nuovo record per il mese di agosto della stazione. Nello stesso giorno furono stabiliti nuovi record mensili anche in altre località alpine svizzere, tra cui Davos, Arosa, Château d’Oex e Säntis.   L’elemento più eccezionale dell’episodio si manifestò però nella libera atmosfera. Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2023 , la quota dello zero termico sopra la Svizzera raggiunse 5.298 metri , il valore più elevato mai registrato nella serie di misure effettuate mediante palloni meteorologici, inizi...

Temperatura, umidità e disagio fisico

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Il Diagramma di Scharlau rappresenta la relazione sperimentale tra temperatura dell’aria e umidità relativa e individua, in condizioni di assenza di vento , intervalli corrispondenti al benessere termo-igrometrico e a differenti livelli di disagio climatico estivo . Le soglie di temperatura e umidità riportate nel diagramma derivano dalla tabella di riferimento elaborata dal MeteoLab dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e devono essere interpretate come valori indicativi delle condizioni ambientali associate ai diversi livelli di discomfort.  È tuttavia fondamentale considerare che la risposta fisiologica al caldo non è uniforme nella popolazione . La percezione del disagio e la capacità dell'organismo di dissipare il calore possono variare in funzione di numerosi fattori individuali, tra cui età, condizioni fisiche e stato di salute , oltre all'eventuale assunzione di farmaci in grado di interferire con la termoregolazione, la percezione del calore...
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Il 26 agosto 2026, alle 8:37 ora locale, una delle più drammatiche sequenze di instabilità dell’alta montagna himalayana ha interessato il bacino del Lhende Khola, nel settore settentrionale del Nepal, a ridosso del confine con il Tibet cinese. Quello che nelle prime ore era stato interpretato anche come un possibile evento sismico si è progressivamente rivelato come un fenomeno molto più complesso: il collasso di una porzione glaciale e rocciosa ad alta quota, seguito da una rapidissima valanga di ghiaccio e detriti, dalla mobilizzazione del reticolo fluviale e da una devastante piena di sedimenti lungo il sistema del Lhende Khola, del Bhote Koshi e del Trishuli. Le ricostruzioni satellitari e le successive analisi geofisiche hanno consentito di ricomporre progressivamente la dinamica. L'USGS ha classificato l'evento registrato alle 02:52 UTC del 26 agosto come Mw 5,2 – Landslide, con profondità pari a zero chilometri: non si tratta quindi di un terremoto tettonico profondo, m...

Il rischio cresce senza che la natura cambi

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L’analisi delle trasformazioni territoriali, di cui il contesto vesuviano rappresenta storicamente uno degli esempi più emblematici e studiati al mondo, permette di comprendere una delle dinamiche più importanti della moderna gestione dei rischi naturali: il rischio può aumentare anche quando la pericolosità naturale rimane sostanzialmente invariata. Per comprendere questo meccanismo è utile partire dalla formulazione concettuale più conosciuta utilizzata nella valutazione del rischio, secondo la quale R = P × V × E, (R) rischio (P) pericolosità, (V) vulnerabilità (E) il valore esposto. Non si tratta di un’equazione universale da applicare indistintamente a ogni metodologia di analisi, ma di uno schema interpretativo estremamente efficace per comprendere come un fenomeno naturale possa produrre conseguenze molto diverse a seconda del territorio sul quale agisce.  La pericolosità esprime infatti la probabilità che un determinato fenomeno naturale, come un terremot...

Il caldo estremo è già disuguaglianza

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Per anni abbiamo trattato il caldo estremo come una parentesi estiva: qualche bollettino, un'allerta, un'ordinanza e poi tutto torna alla normalità. Il problema è che quella normalità non esiste più. Il cambiamento climatico sta trasformando il caldo estremo in un fattore strutturale di rischio. E non colpisce tutti allo stesso modo. Chi vive in un'abitazione efficiente, dispone di sistemi di raffrescamento, può ridurre l'esposizione nelle ore più calde e ha accesso ai servizi sanitari parte da una posizione completamente diversa rispetto a chi vive in edifici vulnerabili al surriscaldamento, lavora all'aperto, non può sostenere facilmente i costi energetici o abita in quartieri fortemente urbanizzati e poveri di verde. Il caldo, quindi, non è più soltanto una questione meteorologica. È diventato una questione di territorio, salute, energia, reddito e disuguaglianza .     I dati disponibili mostrano che non siamo di fronte a una semplice successione di estat...