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Geologia del domani: la responsabilità tecnica di fronte alla nuova vulnerabilità territoriale

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La Giornata del 15 luglio, dedicata alla memoria delle vittime dei disastri correlati agli eventi meteorologici e climatici estremi, invita a una riflessione che non può esaurirsi nella commemorazione, ma deve tradursi in un rinnovato impegno verso la conoscenza e la prevenzione. Per la comunità dei geologi essa rappresenta un momento di particolare responsabilità, poiché richiama il valore della nostra disciplina quale fondamento imprescindibile per la sicurezza del territorio e delle comunità che lo abitano. I cambiamenti osservati negli ultimi decenni, documentati dalla letteratura scientifica internazionale e dagli organismi tecnico-istituzionali, evidenziano come la crescente variabilità climatica stia influenzando i processi geomorfologici e idrologici, modificando le condizioni di innesco e di evoluzione di numerosi fenomeni naturali. Ciò non significa che il dissesto sia una conseguenza diretta del cambiamento climatico, ma che quest'ultimo può amplificare criticità preesis...

Caldo e umidità: perché a volte 35 °C ne sembrano 45?

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  In estate è un classico: "Oggi ci sono 35 gradi, ma se ne percepiscono più di 40". Chi non l'ha sentito o detto almeno una volta? Eppure, non si tratta di una semplice lamentela o di un'esagerazione: dietro c'è una solida spiegazione scientifica che unisce meteorologia e fisiologia umana. Il nostro corpo, infatti, non reagisce semplicemente alla temperatura segnata sul termometro. Il benessere termico è il risultato di un delicato equilibrio influenzato da umidità, vento, sole diretto e persino dall'attività fisica che stiamo facendo. E in questa equazione, l'umidità è l'ago della bilancia. La tabella, allegata, rappresenta l'indice di calore (Heat Index), sviluppata dal National Weather Service statunitense, mostra chiaramente questa relazione. Basta incrociare la temperatura dell'aria con il tasso di umidità per accorgersi di come il disagio decolli all'improvviso. Facciamo qualche esempio concreto: Con 35 °C e il 70% di umidità, ...

INCENDI BOSCHIVI, LA CAMPANIA CAMBIA PASSO: AL VIA IL PIANO REGIONALE 2026-2028

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  Dalla gestione dell’emergenza a una strategia basata sui dati: la Regione Campania vara il nuovo Piano triennale per la lotta attiva agli incendi boschivi. Tecnologie di monitoraggio avanzate e analisi climatologica rigorosa al centro della nuova programmazione approvata dalla Giunta. La prevenzione degli incendi boschivi in Campania entra in una nuova fase. Con la recente approvazione della Delibera di Giunta Regionale n. 364 del 09.07.2026, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione (BURC n. 37 del 13/07/2026), la Direzione Generale della Protezione Civile ha ufficializzato il nuovo Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi per il triennio 2026-2028. Il nuovo piano non è una semplice prosecuzione dei precedenti, ma rappresenta un’evoluzione nel metodo. Se in passato l'attenzione era focalizzata prevalentemente sulla reazione tempestiva agli eventi, la strategia 2026-2028 sposta il baricentro v...

Integrazione tra COC e ShakeMap INGV: dal dato alla decisione operativa

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  La ShakeMap INGV elaborata pochi minuti dopo il terremoto della scorsa notte nella Costa Calabra nord occidentale (Cosenza) (M6.2) ha mostrato con grande precisione come l'onda sismica si sia propagata fino alla Campania, con intensità IV–V anche nella Valle Caudina. Questo dato, apparentemente tecnico, è in realtà un elemento operativo decisivo per il COC – Centro Operativo Comunale, perché consente di trasformare un'informazione scientifica in una valutazione immediata del rischio sul territorio. Nella catena di comando del COC, la ShakeMap entra infatti come strumento di supporto alle decisioni, perfettamente coerente con il Codice della Protezione Civile e con le procedure standard regionali. La mappa permette di capire in pochi secondi quanto forte è stato realmente il sisma nel Comune, quali aree potrebbero aver amplificato il movimento del suolo e quali edifici o infrastrutture meritano una verifica prioritaria. Nel caso di specie l'intensità registrata in Ca...

Cambiamenti climatici, eventi estremi e pianificazione di Protezione Civile.

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Quando si parla di cambiamenti climatici, spesso si pensa soltanto all'aumento delle temperature. In realtà, per chi si occupa di pianificazione e Protezione Civile, il tema centrale è un altro: l'aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi estremi.  Piogge intense concentrate in poche ore, ondate di calore sempre più frequenti, periodi di siccità prolungata, incendi boschivi e fenomeni costieri rappresentano oggi fattori che incidono direttamente sulla sicurezza delle comunità. Per questo motivo i moderni Piani Comunali di Protezione Civile non possono più basarsi esclusivamente sull'analisi degli eventi storici. È necessario integrare le conoscenze derivanti dagli scenari climatici e dagli studi di vulnerabilità territoriale, valutando come il rischio possa evolvere nei prossimi decenni. Particolare attenzione merita l'individuazione dei cosiddetti trigger, ovvero le condizioni o le soglie che determinano l'attivazione di specifiche procedure ope...