Zermatt: dall’estate all’inverno in quattro giorni

Nell’agosto 2023 le Alpi svizzere furono interessate da una fase meteorologica caratterizzata da un contrasto particolarmente marcato: dopo una lunga fase di caldo intenso, alla fine del mese arrivarono precipitazioni abbondanti, un deciso raffreddamento e il ritorno della neve alle quote più elevate. Il 24 agosto 2023, nel pieno della fase calda, la stazione meteorologica di Zermatt, situata a 1.638 metri di quota, registrò una temperatura massima di 31,2 °C. Il valore costituì un nuovo record per il mese di agosto della stazione. Nello stesso giorno furono stabiliti nuovi record mensili anche in altre località alpine svizzere, tra cui Davos, Arosa, Château d’Oex e Säntis.


 L’elemento più eccezionale dell’episodio si manifestò però nella libera atmosfera. Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2023, la quota dello zero termico sopra la Svizzera raggiunse 5.298 metri, il valore più elevato mai registrato nella serie di misure effettuate mediante palloni meteorologici, iniziata nel 1954. Il precedente record, pari a 5.184 metri, era stato registrato il 25 luglio 2022. La quota dello zero termico rappresenta l’altitudine alla quale, nell’atmosfera, la temperatura raggiunge 0 °C. Un valore di 5.298 metri indica quindi la presenza di una massa d’aria eccezionalmente mite anche alle quote più elevate delle Alpi. Il dato, tuttavia, non deve essere interpretato come una misura effettuata direttamente sulla vetta del Monte Bianco o come un record specifico di Zermatt: si tratta della quota dello zero termico determinata dai radiosondaggi effettuati in Svizzera, con i palloni meteorologici lanciati da Payerne. Dopo il massimo della fase calda, la configurazione atmosferica cambiò rapidamente. Dal 25 agosto masse d’aria caldo-umide provenienti da sud-ovest e da sud raggiunsero la Svizzera, mentre tra il 26 e il 29 agosto si verificò una fase di precipitazioni molto intense. Nel Ticino e nel Misox furono registrati localmente accumuli di 200–300 mm in tre giorni, con un massimo di 387 mm a Biasca. Anche in alcune zone dei Grigioni le precipitazioni raggiunsero valori eccezionali. Contemporaneamente, l’afflusso di aria più fresca verso il versante settentrionale delle Alpi determinò un abbassamento della quota della neve. Secondo MeteoSwiss, la quota delle nevicate scese intorno ai 2.000 metri, mentre il raffreddamento prodotto dalle precipitazioni intense la fece temporaneamente scendere, a livello regionale, fino a circa 1.500 metri. Nelle località più elevate furono misurati 10–20 centimetri di neve fresca.

Il contrasto tra le condizioni del 24 agosto e quelle della fine del mese è particolarmente significativo. A Zermatt, a 1.638 metri, il 24 agosto si raggiunsero 31,2 °C, mentre pochi giorni dopo la neve tornò a interessare quote prossime e superiori all’abitato. Non si tratta quindi di un passaggio improvviso dall’estate all’inverno in senso climatologico, ma della rapida successione di due configurazioni meteorologiche profondamente differenti.

L’episodio del 2023 assume ulteriore significato se inserito nel quadro climatico più ampio. MeteoSwiss rileva che l’agosto 2023 ebbe in Svizzera una temperatura media di 15,6 °C, pari a 1,2 °C sopra la norma 1991–2020, collocandosi tra i dieci agosto più caldi dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Lo stesso rapporto indica inoltre un aumento di 2,2 °C della temperatura media di agosto in Svizzera rispetto al periodo preindustriale 1871–1900. Il singolo episodio di Zermatt non può, da solo, essere considerato una prova del cambiamento climatico. Un evento meteorologico estremo appartiene infatti alla variabilità atmosferica e deve essere distinto dalle tendenze climatiche osservate su periodi molto più lunghi. Il dato realmente significativo è il contesto nel quale quell’evento si verificò: temperature eccezionalmente elevate in montagna, una quota dello zero termico mai raggiunta prima nella serie svizzera e, pochi giorni dopo, il ritorno della neve alle quote alpine. È questa successione, più che il semplice contrasto visivo tra caldo e neve, a rendere l’agosto 2023 un episodio particolarmente interessante per comprendere la complessità della meteorologia alpina contemporanea.

 

Fonti principali

  • MeteoSwiss – Alpenklima Sommerhalbjahr 2023
  • MeteoSwiss – Klimabulletin Sommer 2023
  • MeteoSwiss – Klimabulletin Jahr 2023
  • MeteoSwiss – Alpenklima Sommerhalbjahr 2025

Commenti

Post popolari in questo blog

I VULCANI D'ITALIA: CONOSCERE IL TERRITORIO PER COMPRENDERE IL RISCHIO

PROTEZIONE CIVILE, OLTRE L'EMERGENZA: IL RUOLO STRATEGICO DI SINDACI E VOLONTARI

Dal caldo al fango: perché i temporali estivi accendono il rischio frane