Eclissi di Luna del 28 agosto: una sfida sull’orizzonte della Campania
Il 28 agosto 2026 il cielo offrirà un’eclissi lunare parziale particolarmente interessante per l’Italia e, in modo ancora più evidente, per le aree interne della Campania. L’evento presenta infatti una geometria molto particolare: l’eclissi sarà profonda, con una magnitudine umbrale di circa 0,930, ma proprio durante le fasi più avanzate la Luna si troverà ormai vicinissima all’orizzonte occidentale. Per chi osserverà l’evento dalle province di Avellino e Benevento, quindi, la difficoltà principale non sarà la luminosità dell’eclissi, facilmente percepibile, ma la possibilità concreta di mantenere la Luna nel campo visivo prima del suo tramonto.
L’eclissi appartiene al Saros 138 e raggiungerà il massimo alle 06:12–06:13 CEST, corrispondenti alle 04:12:49 UTC. La magnitudine umbrale di 0,9299 indica che al massimo circa il 96% dell’area apparente del disco lunare sarà interessata dall’ombra terrestre: resterà quindi una porzione non immersa nell’umbra, mentre la parte oscurata potrà assumere tonalità rossastre o brunastre per effetto della luce solare rifratta e diffusa dall’atmosfera terrestre. Non si tratterà, tecnicamente, di una “falce” paragonabile a quella prodotta dalle normali fasi lunari, ma di una piccola porzione del disco che rimarrà al di fuori dell’ombra. La sequenza osservabile inizierà nella notte: l’ingresso nella penombra avverrà intorno alle 03:23–03:24 CEST, ma questa prima fase sarà difficilmente distinguibile a occhio nudo perché la riduzione della luminosità sarà inizialmente molto contenuta. L’inizio della fase parziale, decisamente più interessante, è previsto intorno alle 04:33–04:34. Da quel momento l’ombra della Terra inizierà a coprire progressivamente il disco lunare. Il problema, per chi osserva dall’Appennino campano, è che contemporaneamente la Luna continuerà ad abbassarsi verso l’orizzonte occidentale. Ad Avellino e Benevento, intorno al massimo, il satellite si troverà a un’altezza di appena circa 2,2° sull’orizzonte, con azimut prossimo a 255°, quindi in direzione Ovest-Sud-Ovest. Sono valori estremamente bassi: bastano una collina, un crinale, una fascia boschiva, un edificio o anche una modesta irregolarità del terreno per nascondere completamente la Luna. Questo aspetto assume particolare importanza nelle aree interne, dove l’orizzonte non è necessariamente libero e dove la morfologia appenninica può determinare differenze molto significative anche tra località distanti pochi chilometri. Non sarà quindi sufficiente sapere che l’eclissi è teoricamente visibile dalla Campania: sarà necessario verificare concretamente l’orizzonte nella direzione Ovest-Sud-Ovest e scegliere, se possibile, un punto panoramico con visuale libera. La situazione atmosferica costituirà un ulteriore elemento di criticità osservativa. A un’altezza di appena due gradi, la luce proveniente dalla Luna attraversa uno spessore molto maggiore di atmosfera rispetto a quando il satellite è alto nel cielo. L’estinzione atmosferica sarà quindi significativa e potrà attenuare soprattutto la componente più debole e rossastra della Luna e dell’ombra terrestre.


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