Sismicità nel settore Colle Sannita–Circello
La sequenza di due terremoti registrata il 18 agosto 2026 nel settore di Colle Sannita–Circello ha riportato l’attenzione sulla sismicità dell’area sannita. I dati della Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia consentono di inquadrare gli eventi all’interno di un territorio caratterizzato da una sismicità strumentale ricorrente, senza che la sola osservazione di due terremoti di bassa magnitudo consenta di attribuire loro un significato particolare al di fuori del quadro sismologico locale.
Il primo evento del 18 agosto è stato registrato alle ore 16:11:37 italiane. L’INGV ha determinato una magnitudo locale ML 2.3, con epicentro a circa 1 km a ovest di Colle Sannita, a una profondità di circa 20 km. La localizzazione interessa direttamente il settore compreso tra Colle Sannita e Circello.
Il secondo evento è avvenuto alle ore 23:33:09 italiane ed è stato localizzato a circa 1 km a nord di Circello. La magnitudo è stata determinata in ML 2.5 e la profondità in circa 20 km. Le coordinate ipocentrali pubblicate dall’INGV sono 41.3692° N e 14.8108° E. Nella stessa scheda, l’INGV indica Colle Sannita a circa 2 km dall’epicentro. I due terremoti risultano pertanto molto ravvicinati nello spazio e caratterizzati da profondità praticamente coincidenti.
Il dato deve essere inserito nel contesto della sismicità registrata nel settore più ampio durante i mesi precedenti. Nei dati INGV sono presenti, tra gli altri, un terremoto ML 2.1 localizzato il 18 marzo 2026 a circa 3 km a ovest di Morcone, un ML 1.4 il 10 giugno a circa 2 km a est di Castelpagano e un altro ML 1.4 il 23 luglio a circa 5 km a nord-ovest di Castelpagano. Il 5 agosto è stato inoltre registrato un evento ML 1.3 a circa 4 km a ovest di Ginestra degli Schiavoni. Questi eventi appartengono al quadro della sismicità strumentale del Sannio e dell’area appenninica circostante, ma presentano localizzazioni differenti e non costituiscono, sulla base dei soli dati disponibili, una sequenza continua concentrata esclusivamente su Circello–Colle Sannita.
Un elemento temporale da considerare è inoltre la presenza di un evento di bassa magnitudo immediatamente precedente ai due terremoti del 18 agosto, registrato il 17 agosto nell’area di Colle Sannita. La sua presenza riduce la possibilità di considerare completamente isolati gli eventi delle ore successive, ma non modifica automaticamente la classificazione della sismicità locale. Per definire una vera sequenza sismica è infatti necessario analizzare l’intero insieme degli eventi, compresi quelli di magnitudo inferiore, la loro distribuzione ipocentrale e la relativa evoluzione nel tempo.
Dal punto di vista della sismologia strumentale, la coincidenza delle profondità intorno ai 20 km rappresenta un dato descrittivo significativo. Tuttavia, la sola coincidenza delle profondità non consente di identificare la struttura geologica responsabile degli eventi. La localizzazione ipocentrale presenta infatti incertezze proprie del metodo e l’individuazione di una eventuale struttura sismogenetica richiede l’analisi congiunta di coordinate, profondità, distribuzione degli ipocentri, meccanismi focali e caratteristiche della sismicità regionale.
Anche la differenza di magnitudo tra i due eventi deve essere interpretata correttamente. Il passaggio da ML 2.3 a ML 2.5 rappresenta un incremento modesto della magnitudo e non costituisce, da solo, un criterio per definire una progressione della sismicità. La magnitudo locale è inoltre una misura logaritmica e la sua variazione non deve essere letta semplicemente come una differenza lineare di energia.
L’INGV sottolinea che i parametri di localizzazione e magnitudo pubblicati in tempo reale rappresentano la migliore stima ottenibile con i dati disponibili al momento e possono essere successivamente modificati in seguito a nuove analisi. I dati della Rete Sismica Nazionale sono infatti successivamente sottoposti a revisione nell’ambito del Bollettino Sismico Italiano.
Per l’analisi della sismicità di fondo, il riferimento principale è il database ISIDe, Italian Seismological Instrumental and Parametric Database, che raccoglie i parametri della sismicità strumentale italiana. INGV indica ISIDe tra le proprie banche dati sismologiche e rende disponibili i dati anche attraverso servizi web secondo lo standard FDSN.
La valutazione dei dati disponibili negli ultimi sei mesi mostra quindi una sismicità presente e distribuita nel settore sannita, con eventi di magnitudo generalmente bassa e localizzazioni non coincidenti. Gli eventi del 18 agosto costituiscono una concentrazione temporale e spaziale più evidente rispetto agli eventi isolati osservati nei mesi precedenti, ma il quadro disponibile non consente, allo stato attuale, di stabilire una variazione strutturale della sismicità regionale.
Per una corretta valutazione occorre inoltre distinguere tra sismicità di fondo e sequenza locale. La prima comprende l’attività sismica ordinariamente osservata in un determinato volume crostale; la seconda indica una concentrazione di eventi nello spazio e nel tempo che può essere riconosciuta soltanto attraverso l’analisi dell’intero catalogo e della sua evoluzione. Due eventi ML 2.3 e ML 2.5, anche se molto vicini, non sono sufficienti da soli per caratterizzare una sequenza come sciame sismico.
L’osservazione dei prossimi eventi sarà pertanto particolarmente utile per definire l’evoluzione della situazione. Dal punto di vista strettamente sismologico, il parametro più informativo sarà la distribuzione degli eventuali eventi di magnitudo inferiore, soprattutto se localizzati nello stesso volume ipocentrale dei terremoti del 18 agosto. Saranno inoltre importanti eventuali revisioni delle coordinate e delle profondità da parte dell’INGV.
Il quadro attuale può quindi essere descritto in termini esclusivamente osservativi: il 18 agosto 2026 sono stati registrati due terremoti di bassa magnitudo, ML 2.3 e ML 2.5, molto vicini tra loro nel settore Colle Sannita–Circello e caratterizzati da profondità prossime ai 20 km. Nel semestre precedente sono documentati altri eventi di bassa magnitudo nel territorio circostante, ma non emerge dai dati ufficialmente verificabili una sequenza continua concentrata sul medesimo settore.
La prosecuzione dell'osservazione strumentale e l'eventuale aggiornamento del catalogo INGV permetteranno di definire con maggiore precisione la distribuzione della sismicità locale e il rapporto tra gli eventi del 18 agosto e l’attività precedente.
Fonti principali: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Rete Sismica Nazionale, catalogo terremoti e database ISIDe; Bollettino Sismico Italiano INGV.


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