Ischia, nove anni dopo il sisma

Il 21 agosto 2017 un terremoto molto superficiale colpì l'isola d'Ischia, concentrando i suoi effetti più severi nell'area di Casamicciola Terme. Oggi, a nove anni da quell'evento e a quasi quattro anni dalla drammatica alluvione del 26 novembre 2022, l'isola rappresenta uno dei casi più complessi di ricostruzione integrata in Italia, dove rischio sismico, dissesto idrogeologico, vulnerabilità del patrimonio edilizio e pianificazione territoriale devono essere affrontati all'interno di un unico processo. Il dato scientifico di partenza è importante. L'INGV ha localizzato il terremoto del 21 agosto 2017 a circa 2 chilometri di profondità, nell'area di Casamicciola Terme. L'evento fu caratterizzato da una magnitudo locale ML 3,6 e da una magnitudo di durata MD 4,0; successive elaborazioni portarono anche alla stima di una magnitudo momento pari a circa 3,9. La particolare superficialità del terremoto contribuì a determinare effetti significativi su un'area relativamente circoscritta. I rilievi macrosismici dell'INGV attribuirono intensità EMS VIII a Casamicciola Terme, VII alla località Fango di Lacco Ameno e VI a Marina di Casamicciola. La successiva evoluzione degli eventi ha però modificato profondamente il quadro. La frana e l'alluvione del novembre 2022 hanno aggiunto una componente di rischio idrogeologico particolarmente rilevante, imponendo di superare una concezione della ricostruzione limitata alla sola riparazione degli edifici danneggiati dal sisma.

È proprio questo il principio alla base del Piano di Ricostruzione dell'isola d'Ischia, relativo ai territori di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. Dopo una lunga fase di elaborazione e di confronto istituzionale, la Regione Campania ha adottato il Piano nel dicembre 2024 e lo ha approvato definitivamente con il Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 256 del 6 ottobre 2025. Il Piano disciplina la riparazione, il rafforzamento sismico e la ricostruzione degli immobili danneggiati dal terremoto del 2017 e dagli eventi franosi del 2022, integrando queste attività con gli interventi di riqualificazione territoriale, ambientale e paesaggistica. L'aspetto più significativo, dal punto di vista della pianificazione territoriale, è che la ricostruzione non viene impostata come semplice ripristino dello stato precedente agli eventi calamitosi. Il Piano coordina infatti le azioni di contrasto al dissesto con la ricostruzione edilizia e prevede, nei casi in cui non sia possibile ricostruire in sito per ragioni di sicurezza, anche la delocalizzazione degli immobili. La Regione ha inoltre previsto il ricorso al riuso e alla rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, evitando nuove urbanizzazioni delle aree rurali e contenendo quindi il consumo di suolo. Sul piano della governance, il passaggio più recente è avvenuto all'inizio del 2026. Dopo la conclusione dell'incarico di Giovanni Legnini, il professor avvocato Marcello Giuseppe Feola è subentrato come nuovo Commissario Straordinario di Governo. Il passaggio di consegne è stato formalizzato nel febbraio 2026. La Struttura Commissariale ha evidenziato, nel trasferimento della documentazione, la necessità di proseguire e accelerare sia gli interventi di ricostruzione privata sia quelli relativi al patrimonio pubblico e alla messa in sicurezza del territorio. Il quadro degli interventi pubblici mostra bene la complessità della fase attuale. Già con la rimodulazione del marzo 2025, il Piano degli interventi urgenti ex OCDPC 948/2022 comprendeva 185 interventi, finanziati per oltre 92 milioni di euro:  88 risultavano completati, 32 in corso, 53 in fase progettuale e 12 da affidare. Nello stesso quadro, il Piano Fanghi comprendeva 19 interventi, dei quali 16 conclusi, due in corso e uno da avviare. Il Piano della ricostruzione pubblica post-sisma comprendeva invece 63 interventi, con 12 completati, nove in corso, 33 in progettazione e nove da avviare. Ma proprio questi numeri devono essere letti come uno stato di avanzamento progressivo e non come un bilancio definitivo. Il 18 agosto 2026 la Struttura Commissariale ha infatti approvato la nona rimodulazione del Piano degli interventi urgenti, attraverso l'Ordinanza n. 42. Il finanziamento complessivo rimane pari a 92.265.000 euro, mentre la revisione tiene conto dell'evoluzione delle condizioni di rischio e dello stato effettivo di progettazione e realizzazione delle opere. Tre interventi sono stati eliminati dal Piano perché non presentavano più le originarie condizioni di urgenza, mentre quattro nuove opere sono state inserite per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Tra le nuove opere figurano interventi particolarmente significativi sotto il profilo della mitigazione del rischio idraulico e geomorfologico: il completamento del consolidamento e del ripristino della funzionalità idraulica dell'alveo Cava Fontana-Vallone Selva, a Casamicciola Terme, per oltre 2,7 milioni di euro; interventi sugli alvei Negroponte, Fasaniello ed Ervaniello per circa 1,44 milioni; il completamento della rimozione di fanghi e materiale inerte dal porto di Casamicciola attraverso il dragaggio, per 725 mila euro; e il rifacimento di un tratto crollato del muro di contenimento di via Montagna, nel Comune di Ischia, per 125 mila euro.

La stessa ordinanza stabilisce che gli interventi rimodulati mantengano carattere di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità e consente alla Struttura Commissariale di continuare ad applicare le deroghe previste dalla disciplina speciale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un elemento significativo perché evidenzia come, ancora nel 2026, la fase attuativa richieda strumenti amministrativi straordinari per trasformare la programmazione in cantieri effettivamente conclusi. Anche la documentazione più recente conferma che la ricostruzione privata non è un capitolo chiuso. Nel mese di agosto 2026 la Struttura Commissariale continua infatti a emanare decreti di concessione dei contributi per il ripristino con miglioramento o adeguamento sismico e per la ricostruzione degli immobili danneggiati dal terremoto, oltre a provvedimenti relativi alle delocalizzazioni. Parallelamente proseguono i pagamenti per stati di avanzamento di lavori già avviati.

Anche l'assistenza alla popolazione resta attiva. I provvedimenti di agosto 2026 documentano ancora l'erogazione del contributo per l'autonoma sistemazione sia per gli aventi diritto colpiti dal sisma sia per quelli interessati dagli eventi franosi. Ad esempio, un decreto del 7 agosto 2026 riguarda 183 istanze CAS-sisma relative al Comune di Casamicciola Terme, mentre altri provvedimenti riguardano il CAS-frana e le richieste di altri comuni isolani. 

Il quadro che emerge, quindi, è diverso da quello di una ricostruzione semplicemente "ferma" o, al contrario, già conclusa. Ischia si trova oggi in una fase intermedia nella quale la pianificazione strategica è stata definita, il quadro degli interventi è stato progressivamente aggiornato e numerosi cantieri sono stati avviati o conclusi, ma rimane una consistente componente di opere da progettare, affidare o completare. La vera sfida dei prossimi anni sarà dunque trasformare la ricostruzione in un processo strutturale di riduzione della vulnerabilità territoriale. Il Piano approvato nel 2025 costituisce, sotto questo profilo, un passaggio fondamentale perché mette sullo stesso piano la sicurezza degli edifici, la mitigazione del dissesto, la gestione delle aree più esposte e la qualità urbanistica e paesaggistica. A nove anni dal terremoto, Ischia non può essere letta soltanto attraverso il numero degli edifici riparati o dei cantieri conclusi. La questione centrale è più ampia: ricostruire significa ridurre la vulnerabilità futura. In un'isola caratterizzata da condizioni geologiche e geomorfologiche complesse, questo implica intervenire contemporaneamente sulla qualità del patrimonio edilizio, sulla rete idraulica, sulla stabilità dei versanti, sugli alvei, sulle infrastrutture e sulla pianificazione dell'uso del territorio. Il passaggio dalla fase emergenziale a quella della ricostruzione ordinata rappresenta quindi il vero banco di prova. I dati più recenti mostrano che il processo è in corso e che continua a essere aggiornato sulla base delle condizioni di rischio e dello stato di attuazione delle opere. La direzione indicata dagli strumenti approvati è quella di una ricostruzione integrata, nella quale la memoria degli eventi del 2017 e del 2022 non sia soltanto il punto di partenza della ricostruzione, ma diventi il criterio tecnico attraverso cui progettare un territorio più resiliente.

 

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