Flores, Indonesia. terremoto M7 e allerta tsunami
Un terremoto forte ha colpito nelle ultime ore il settore marino a nord-est dell’isola di Flores, in Indonesia. L’evento è avvenuto alle 21:58:23 UTC del 14 agosto 2026, corrispondenti alle 23:58:23 in Italia, ed è stato localizzato da BMKG, il centro geofisico nazionale indonesiano, a circa 38 km a nord-est di Mbay, nella provincia di Nusa Tenggara Timur.
Il dato attualmente riportato da BMKG è M7,0, con profondità di circa 10 km e coordinate 8,33° S – 121,32° E. INGV ha invece elaborato una soluzione Mwpd 7,6, con profondità di 21,5 km. Non è una contraddizione da trasformare in una gara tra cataloghi: nelle ore immediatamente successive a un terremoto importante magnitudo e profondità possono essere ricalcolate man mano che arrivano nuovi dati. Per questo, al momento, è più corretto parlare di un terremoto nell’ordine di M7, in attesa della stabilizzazione dei parametri.
La cosa che non è invece da considerare secondaria è che BMKG ha attivato il sistema di allerta tsunami. L’evento è infatti avvenuto in mare, a bassa profondità e in prossimità dell’isola di Flores: una configurazione che impone una valutazione immediata della possibilità di una deformazione del fondale marino. L’allerta non significa automaticamente che uno tsunami distruttivo si sia prodotto, ma indica che le condizioni iniziali sono sufficienti per attivare il sistema di sorveglianza e allertamento. Saranno quindi le successive osservazioni dei livelli marini e gli aggiornamenti di BMKG a stabilire l’evoluzione reale dello scenario.
Per comprendere questo terremoto bisogna guardare alla carta tettonica, non soltanto alla posizione dell’epicentro.
Flores si trova in una delle aree geodinamicamente più complesse dell’Indonesia, dove la placca australiana converge verso il sistema della Sunda. La deformazione non viene assorbita da una sola struttura, ma attraverso un insieme di sistemi tettonici, tra cui la subduzione a sud dell’arco indonesiano e il Flores Back-Arc Thrust, il sistema compressivo che interessa il settore settentrionale dell’arco di Flores.
È una regione quindi nella quale terremoti importanti non rappresentano un'anomalia geologica. Sono la manifestazione superficiale di una deformazione tettonica ancora attiva.
Il confronto più impressionante è quello con il terremoto di Flores del 12 dicembre 1992, di magnitudo circa 7,5–7,8. Quell’evento generò uno tsunami devastante e provocò migliaia di vittime. È uno degli esempi più importanti, nell’area indonesiana, di come un terremoto relativamente superficiale possa trasformarsi in un'emergenza molto più complessa quando alla scuotimento del terreno si aggiunge la deformazione del fondale marino.
Quasi trent'anni dopo, il 14 dicembre 2021, un altro terremoto di magnitudo circa 7,3–7,4 interessò il Mare di Flores. Anche in quel caso l'evento fu superficiale e il BMKG registrò una perturbazione del livello del mare.
Il terremoto di oggi si inserisce quindi in un contesto regionale che conosce già eventi di magnitudo molto simile.
Questo non significa, naturalmente, che il terremoto del 2026 sia una replica di quello del 1992 o che debba necessariamente produrre lo stesso scenario. Magnitudo simile non significa stesso terremoto. A determinare gli effetti entrano in gioco profondità, distanza dalla costa, geometria della faglia, direzione della rottura e soprattutto il tipo di movimento che ha interessato il fondale.
Ed è proprio questo uno dei dati che dovremo aspettare nelle prossime ore: il meccanismo focale definitivo.
M7,0 o M7,6: perché è importante aspettare
La differenza tra le due soluzioni attualmente disponibili non è trascurabile. La magnitudo è infatti logaritmica e una variazione di pochi decimi può corrispondere a una differenza significativa nell'energia associata alla rottura.
BMKG, che è il centro nazionale direttamente responsabile del monitoraggio sismico e tsunamiologico dell’area, indica attualmente M7,0 a 10 km. INGV riporta Mwpd 7,6 a 21,5 km. Le due soluzioni potranno essere confrontate in maniera definitiva soltanto quando saranno disponibili ulteriori elaborazioni e soprattutto una migliore caratterizzazione della sorgente.
Nel frattempo, il dato più importante non è stabilire se il terremoto sia "M7,0 o M7,6", ma comprendere dove è avvenuto, quanto è superficiale e quale risposta sta fornendo il sistema tsunami. Eventi come questo ricordano una cosa spesso dimenticata quando si parla di terremoti: la magnitudo da sola non descrive il rischio.
Un M7 profondo e lontano dalla costa può produrre uno scenario completamente diverso da un M7 superficiale localizzato in mare vicino a un'isola densamente abitata.
Per questo i sistemi di monitoraggio non lavorano semplicemente sulla magnitudo, ma integrano posizione, profondità, caratteristiche della sorgente, modellazione e osservazioni successive. Nel caso di Flores, inoltre, esiste una memoria storica molto forte: 1992, 2021 e oggi mostrano che questa porzione dell'Indonesia è tutt'altro che tettonicamente tranquilla. Per ora, quindi, la notizia corretta non è "un terremoto M7,6 ha colpito l'Indonesia" e nemmeno "non c'è tsunami"
La notizia corretta è più semplice e, scientificamente, molto più seria: un forte terremoto marino, attualmente valutato da BMKG M7,0 e da INGV Mwpd 7,6, ha colpito il settore di Flores; l'evento è superficiale e BMKG ha attivato il sistema di allerta tsunami. I parametri sono ancora in evoluzione e saranno gli aggiornamenti ufficiali e le osservazioni strumentali del mare a definire lo scenario nelle prossime ore.
In una regione costruita sulla convergenza delle placche, la tettonica non è un evento eccezionale: è il processo che continua a costruire, deformare e occasionalmente scuotere il territorio. Dati verificati sulle informazioni ufficiali disponibili nelle prime fasi successive all’evento. Magnitudo, profondità, meccanismo focale e stato dell’allerta possono essere successivamente aggiornati.
Fonti: BMKG/InaTEWS, INGV, USGS.

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