DECRETO LEGGE CAMPI FLEGREI
Il recente decreto‑legge emanato dal Governo a seguito della scossa M4.7 nei Campi Flegrei rappresenta un passaggio normativo di rilievo perché interviene su un quadro emergenziale ormai strutturale, ridefinendo sia la platea degli eventi sismici riconosciuti sia le modalità di accesso ai contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio. L’innalzamento della copertura pubblica dal 50% al 70% costituisce un elemento di discontinuità, poiché consente di rendere finalmente sostenibili interventi che, nella precedente cornice finanziaria, risultavano spesso non attivabili dai proprietari; parallelamente, l’estensione del perimetro temporale degli eventi ammissibili – includendo l’intera sequenza bradisismica 2025 e la scossa del 21 maggio 2026 – permette di ricomprendere situazioni di danno finora prive di riconoscimento formale. Il decreto interviene inoltre su un nodo operativo che aveva bloccato numerosi condomìni, consentendo all’amministratore di presentare domanda per le parti comuni anche in presenza di irregolarità edilizie nelle singole unità, superando così una criticità amministrativa che aveva generato stalli procedurali.
Sul fronte dell’assistenza alla popolazione, la riapertura del CAS e la sua estensione agli eventi aggiuntivi garantiscono continuità di tutela agli sfollati, mentre il rafforzamento della macchina amministrativa – con procedure di stabilizzazione del personale impiegato nell’emergenza e con l’ampliamento del coordinamento della Città Metropolitana – mira a consolidare capacità tecniche e gestionali indispensabili in un contesto di crisi prolungata. Infine, l’attribuzione al Commissario straordinario di poteri più rapidi per interventi urgenti su COC e aree di accoglienza introduce un elemento di maggiore prontezza operativa, coerente con l’evoluzione del rischio flegreo e con la necessità di garantire tempestività decisionale in presenza di nuove fasi di attività sismica.
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