LA FISICA DELLA STRADA: GLI ALBERI SONO INFRASTRUTTURE TERMICHE
Nelle calde giornate estive, le amministrazioni comunali e gli urbanisti d'Europa si trovano a dover fronteggiare picchi di calore estremi nei centri storici, dove l'assenza di vegetazione trasforma le carreggiate in accumulatori termici. Il fenomeno, studiato dalla fisica tecnica ambientale, dimostra come la sostituzione degli alberi con asfalto e cemento non sia una questione estetica, ma una scelta infrastrutturale che altera il microclima locale e la sicurezza idrogeologica. Il problema risiede nel comportamento termodinamico dei materiali da costruzione tradizionali. L'asfalto e il calcestruzzo trattengono la quasi totalità della radiazione solare a causa della loro bassa riflettanza, accumulando un'enorme quantità di energia durante le ore diurne grazie a un'elevata capacità termica. Questo calore immagazzinato viene poi rilasciato lentamente durante la notte sotto forma di radiazione infrarossa a onda lunga, alimentando l'effetto dell'Isola di Calore Urbana. A questo si somma l'effetto Canyon Urbano, dove le geometrie delle strade strette intrappolano la radiazione tra le facciate degli edifici, azzerando di fatto la ventilazione naturale e la dispersione termica per convezione.

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